PADOVA: la Cappella degli Scrovegni e il Museo degli Eremitani

28 FEBBRAIO 2026

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PADOVA: la Cappella degli Scrovegni

e il Museo degli Eremitani

Partenza in autopullman da Varese ore 06:30, Gallarate ore 06:45 e Busto Arsizio ore 06:55.
Arrivo a Padova e trasferimento alla Cappella degli Scrovegni.
Ingresso e visita guidata del celeberrimo capolavoro della pittura del Trecento,
considerato il ciclo più completo di affreschi realizzato da Giotto.
Eretta su iniziativa di Enrico Scrovegni, discendente di mercanti e banchieri,
illustra un ciclo di storie della Vergine e di Cristo, articolato in 38 episodi,
che coprono interamente la superficie e costituiscono un monumento tra i massimi della pittura italiana,
di eccezionale importanza per lo sviluppo del realismo di Giotto in termini prospettici ed espressivi.
Dal 2021 fa parte dei patrimoni dell’umanità UNESCO
nel sito dei cicli di affreschi del XIV secolo di Padova.
I dipinti all’interno della cappella degli Scrovegni diedero il via a una rivoluzione pittorica
che si sviluppò in tutto l’arco del Trecento
e che influenzò la storia della pittura.
Giotto dipinse l’intera superficie interna dell’oratorio
con un progetto iconografico e decorativo unitario,
ispirato da un teologo agostiniano di raffinata competenza,
recentemente identificato in Alberto da Padova.
Tra le fonti utilizzate vi sono molti testi agostiniani,
i Vangeli apocrifi dello pseudo-Matteo e di Nicodemo,
la Legenda Aurea di Jacopo da Varazze e, per qualche dettaglio iconografico,
le Meditazioni sulla vita di Gesù dello pseudo-Bonaventura,
oltre a testi della tradizione medievale cristiana.
Quando lavora alla decorazione della Cappella
il grande maestro dispone di una squadra di una quarantina di collaboratori
e si sono calcolate 625 “giornate” di lavoro.
Al termine della visita, trasferimento presso i Musei civici agli Eremitani,
che raggruppano il Museo archeologico e Il Museo di arte medievale e moderna.
Il nucleo più antico del museo è l’antica collezione dei Canonici Lateranensi di San Giovanni di Verdara,
resa pubblica nel 1784. Il Convento di San Giovanni fu soppresso nel 1783
e le raccolte artistiche furono assegnate al Comune.
Dal 1985 è ospitato nei chiostri dell’ex convento dei frati eremitani.
Il Museo archeologico ospita reperti di epoca preromana,
provenienti da necropoli patavine, databili dall’VIII al III secolo a.C.,
oggetti votivi, bronzetti etruschi, italici e paleoveneti.
La sezione romana ospita tra l’altro il busto di Sileno, il cippo funerario della danzatrice Claudia Toreuma,
la monumentale edicola funeraria dei Volumnii
e numerosi mosaici di epoca tardo-romana.
Due sale sono riservate a reperti egizi,
recuperati dall’esploratore padovano Giovanni Battista Belzoni.
Il Museo d’arte medievale e moderna ospita una pinacoteca con circa 3000 dipinti
datati dal Trecento all’Ottocento, oltre ad un’ampia collezione di sculture,
frammenti decorativi e architettonici. L’occasione per la costituzione di una vera e propria Pinacoteca Civica
fu la concessione al Comune da parte dell’imperatore Francesco Giuseppe,
in visita a Padova nel 1857, dei dipinti provenienti
dalle corporazioni religiose soppresse.
Vi si trovano opere di Giorgione, Tiziano, Giotto, Romanino,
Tintoretto, Canova, Tiepolo e Jacopo Bellini.
Pranzo libero.
Rientro in autopullman alle località di partenza.

                                                                                                     PARTENZE DA VARESE 06:30 / GALLARATE 06:45 / BUSTO ARSIZIO 06:55